Integratori naturali per migliorare i nostri capelli

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integratori per capelli

Nel corso dei secoli, l’uomo si è reso conto che alcuni estratti di piante officinali hanno la capacità di esercitare un’azione antinfiammatoria, antiseborroica e antimicrobica, e di contrastare l’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi, responsabile della caduta dei capelli in presenza di alopecia androgenetica.

Nel corso dei secoli, migliaia di farmaci sono stati sintetizzati in laboratorio a partire da elementi naturali, dopo che ne è stata provata l’atossicità. Il vantaggio di questi elementi consiste nel fatto che i principi attivi che contengono sono in grado di agire sinergicamente coinvolgendo più disturbi e patologie che potrebbero, apparentemente, non avere alcuna correlazione.

Di conseguenza, l’azione specifica di queste sostanze è spesso meno potente rispetto a un farmaco sviluppato appositamente per un disturbo specifico. Nonostante ciò, possono costituire un supporto valido, in particolar modo se sono usati in combinazione con terapie farmacologiche, e possono svolgere un’importante azione preventiva.

Le sostanze naturali possono essere utilizzate per favorire il benessere dei capelli, ma è essenziale affidarsi a un bravo specialista che sappia sviluppare una terapia combinata efficace e sicura per il paziente. Anche gli elementi di origine naturale possono causare effetti collaterali, in caso si verifichi una scorretta interazione con i farmaci di sintesi.

È comunque importante ribadire che queste sostanze non devono essere considerate sostitutive delle terapie farmacologiche approvate dal mondo medico e tricologico.

 

Serenoa Repens

La Serenoa Repens è una pianta officinale originaria delle zone subtropicali degli Stati Uniti, utilizzata per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna. È una palma nana che crea densi agglomerati in terreni sabbiosi e aridi nelle zone subtropicali.

In passato alcune popolazioni indigene americane la utilizzavano per contrastare disturbi della sfera sessuale e come tonico.

L’ipertrofia prostatica è, come l’alopecia androgenetica, causata dall’azione del diidrotestosterone (DHT). Nel primo caso l’ormone agisce sulla ghiandola prostatica, mentre nel secondo sul follicolo pilifero.

La Serenoa Repens, proprio come Finasteride, è in grado di inibire l’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi di tipo 2. La sua azione è dovuta a una funzione antiandrogena selettiva a livello dei recettori periferici, senza interferenza con le ghiandole endocrine.

 

Indichiamo di seguito le principali funzioni di serenoa repens:

  • Contrasta la sintetizzazione del testosterone nell’ormone diidrotestosterone. A differenza di Finasteride, che agisce esclusivamente sul tipo 2 dell’enzima 5-alfa-reduttasi, Serenoa Repens è efficace su entrambi i tipi (tipo 1 e tipo 2) dell’enzima.
  • Impedisce che il DHT si leghi ai recettori delle cellule del follicolo pilifero. Il DHT, infatti, negli individui geneticamente predisposti, si lega a un recettore delle cellule dei follicoli pilosebacei. Alcuni principi attivi di Serenoa Repens contrastano questo legame in modo che il DHT non attacchi il follicolo.
  • Espleta una funzione antinfiammatoria inibendo la ciclossigenasi, enzima che favorisce la produzione di prostaglandine, responsabile di episodi infiammatori.
  • Svolge una blanda funzione estrogenosimile. La caduta del capello si verifica in fase telogen. La stimolazione estrogenica di Serenoa Repens stimola le mitosi della matrice e contribuisce all’ottimizzazione delle fasi anagen e catagen.

 

Gli effetti collaterali sono rari. Solo in alcuni casi si sono registrati disturbi gastrointestinali se l’assunzione non è avvenuta a stomaco pieno. Non si sono riscontrati cali della libido o problematiche legate alla sfera sessuale.

È presente in commercio sia come terapia medicinale per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, sia come preparato erboristico.

 

Pygeum africanum

Il prugno africano, il cui nome originale è Pygeum africanum, è una pianta sempreverde con ottime proprietà benefiche per il tratto urinario. Scoperto già dalle popolazioni indigene africane, fornisce acidi grassi, steroli, triterpeni, tetracosanolo e dodecosanolo.

Negli Stati Uniti sono stati realizzati 18 trial di ricerca per verificarne l’efficacia. Tra gli effetti confermati vi sono in particolare la capacità di riequilibrare il flusso urinario, di ridurre infiammazioni nella dermatite atopica e nella psoriasi, e la cura dell’ipertrofia prostatica.

Come Serenoa Repens, Pygeum africanum svolge un’azione antiandrogena periferica, inibendo l’enzima 5-alfa-reduttasi.

Studi recenti dimostrano che l’efficacia di Pygeum africanum è maggiore se combinato con l’ortica. Il preparato è disponibile in commercio sotto forma di compresse o capsule.

 

Camellia sinensis (tè verde)

Studi eseguiti in Giappone dall’Istituto Saitama di Ricerca sul Cancro di Komuro, hanno dimostrato l’azione antiossidante e di inibizione della crescita di cellule tumorali delle foglie di tè verde.

A differenza delle altre foglie di tè, che subiscono un processo di fermentazione, le foglie di tè verde sono solo essiccate. In questo modo si conservano tutte le vitamine e le sostanze antiossidanti di cui sono ricche.

Sembra proprio il consumo di tè verde tipico della popolazione cinese la ragione che vede una percentuale molto bassa di casi di tumore alla prostata in questo Paese.

Ulteriori studi dimostrano la capacità di questo prodotto di ridurre il colesterolo e contrastare episodi di infarto cardiaco. I principi attivi contenuti sembra abbiano proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie. È inoltre ideale per contrastare la carie dentarie date le sue funzioni antibatteriche.

Il tè verde risulta, infine, un ottimo inibitore delle attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 1. Come già indicato, la calvizie è causata dal tipo 2 di questo enzima, tuttavia si ha comunque una potenziale attività antiandrogena.

 

Di seguito ricapitoliamo in breve le principali funzioni del tè verde:

  • Inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 1. Conseguente inibizione dell’ormone diidrotestosterone;
  • Azione antiossidante;
  • Stimolazione dei processi di rigenerazione dei tessuti e dell’irrorazione sanguigna;
  • Azione antinfiammatoria;
  • Azione antimicrobica;
  • Riduzione del colesterolo nel sangue;
  • Fonte di vitamina C, ferro, fluoro e zinco.

 

Non vi sono effetti collaterali legati all’assunzione di tè verde. Si consiglia di berlo a temperature tiepide per non disattivare l’azione della vitamina C e per evitare di danneggiare la mucosa esofagea.

Può essere trovato sul mercato anche in forma di capsule e compresse.

 

Omega 3

Pesce azzurro, salmone e merluzzo diminuiscono il rischio cardiovascolare, e patologie quali dermatite atopica e psoriasi.

Queste caratteristiche sono state provate grazie a uno studio condotto su popolazioni eschimesi. Si è osservato che queste popolazioni presentavano una percentuale molto bassa di problemi cardiovascolari e patologie cutanee. Queste percentuali si alzavano drasticamente quando le persone si spostavano in zone del globo in cui consumavano meno pesce.

La sostanza responsabile di tali benefici è l’omega 3. Gli acidi grassi omega 3 sono fondamentali per ottimizzare i messaggi ormonali del nostro organismo.

 

Di seguito le principali funzioni dell’omega 3:

  • É parte integrante delle membrane che compongono il tessuto epiteliale;
  • Inibisce l’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 1 e 2 grazie all’acido linolenico;
  • Espleta un’azione antinfiammatoria;
  • Diminuisce il tasso dei trigliceridi nel sangue;
  • Svolge funzioni vasodilatatorie e antiaritmogene.
  • Costituisce il film idrolipidico, fondamentale per l’integrità della pelle e del cuoio capelluto.

Un pubblicato dall’American Heart Association consiglia di consumare almeno due porzioni di pesce grasso alla settimana al fine di prevenire la mortalità cardiovascolare. Una funzione simile è svolta anche da frutta secca e oli vegetali ricchi.

In situazioni di carenza di omega 3, è possibile assumere dei preparati con concentrazioni diverse di acidi grassi. I benefici non interesseranno esclusivamente il funzionamento cardiaco e vascolare, bensì anche la pelle del cuoio capelluto.

 

Soia

Ormai da millenni si conoscono i benefici che questo legume ha sull’organismo e sui capelli. La soia apporta aminoacidi essenziali, vitamine, lipidi, glucidi e sali minerali.

Il 90% dei grassi che compongono la soia è rappresentato da acidi grassi insaturi. Per questo motivo rappresenta un alimento prezioso e dotato di caratteristiche positive. È in grado di ridurre il colesterolo e svolge un’azione antiossidante.

Le popolazioni asiatiche, come sappiamo, consumano grandi quantità di soia. Si osservano, infatti, percentuali inferiori di cancro della mammella, del colon, di disturbi della menopausa e patologie cardiovascolari.

Le stesse donne asiatiche, una volta trasferitesi in paesi in cui la soia non è consumata abitualmente, hanno sviluppato le stesse probabilità di sviluppare queste condizioni delle donne occidentali.

 

Zinco, vitamina B6 e acido azelaico

Questi tre elementi si sono dimostrati strumenti importanti per l’inibizione della 5-alfa-reduttasi. Di conseguenza, possono essere considerati potenzialmente utili per contrastare l’azione del diidrotestosterone.

Una delle vitamine B6, il piridossale, nello specifico, è in grado di inibire la conversione del testosterone in diirdotestosterone nel follicolo pilifero e di regolare la produzione di sebo. Se assunta in combinazione con lo zinco, diminuisce la concentrazione del diidrotestosterone.

Lo zinco, in particolare, protegge il follicolo e la prostata dagli effetti dell’enzima 5-alfa-reduttasi. Poiché è presente in quantità minime negli alimenti, è importante, in caso di calvizie, assumerlo in misura supplementare. Gli esperti consigliano 15 mg o dosaggi anche maggiori per un periodo limitato di 6 mesi e sempre su consiglio del proprio medico tricologo. È importante controllare che lo zinco non influenzi negativamente l’assorbimento intestinale di rame.

Anche l’acido azelaico è indicato come un elemento capace di inibire la conversione del testosterone in DHT e di favorire il processi di cheratinizzazione. Svolge inoltre una funzione antimicrobica e antinfiammatoria. Per una corretta assunzione di acido azelaico si consiglia di inserire nella propria dieta segale e grano.

I tre elementi, zinco, vitamina B6 e acido azelaico, se assunti in combinazione, hanno dimostrato una perfetta azione di inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi

 

Vite

Gli effetti benefici dell’uva sono conosciuti da secoli. Fornisce, infatti, all’organismo vitamine del gruppo A, B e C e sali minerali. È una fonte inesauribile di fosforo, magnesio, calcio, fluoro e potassio.

I chicchi d’uva svolgono un’importante funzione antiossidante e antimutagena, grazie alla presenza di acidi grassi saturi e tannini.

La vite contribuisce ad aumentare il cosiddetto colesterolo “buono” (HDL), migliorando di conseguenza il microcircolo sanguigno, e a contrastare i radicali liberi.

Il benessere dell’organismo, come ribadito più volte, contribuisce a una migliore sopravvivenza dei follicoli piliferi.

 

Urtica Dioica (Ortica)

L’ortica è una pianta caratterizzata di circa un metro d’altezza, nota per la presenza di foglie con funzione urticante. È considerata uno dei più antichi rimedi per la cura dei capelli, date le sue proprietà antinfiammatorie e depurative.

Questa pianta, fonte di acido gallico, istamina, carotene, vitamine del gruppo C, ferro, silicio, calcio e potassio, svolge un’importante azione rimineralizzante.

In particolare sono le sue radici e le sue foglie le parti utilizzate per inibire la conversione del testosterone in diidrotestosterone. Gli esperti ne consigliano l’assunzione in associazione con serenoa repens e pygeum africanum.

 

Grano e lievito di birra

Germi di grano e lievito di birra rappresentano un ottimo strumento per favorire il benessere dei capelli, in quanto ricchi di ferro, sali minerali, vitamine del gruppo B, acido folico e aminoacidi.

Tra le sue funzioni ricordiamo:

  • Ricostituente;
  • Antianemica;

 

Boehmeria Nipononivea

La boehmeria nipononivea è una pianta appartenente alla famiglia delle urticaceae originaria del Giappone. Data la sua somiglianza con l’ortica, in inglese il suo nome è false nettle, cioè falsa ortica.

Utilizzata da secoli nei paesi asiatici per le sue doti diuretiche, è stata recentemente oggetto di studio poiché ha dimostrato di favorire la ricrescita del pelo in topi di laboratorio. I meccanismi del suo funzionamento non sono ancora del tutto chiari, sebbene sembri che gli elementi responsabili di questa crescita siano acidi grassi quali alfa linolenico, elaidico e stearico.

Inoltre, negli ultimi anni, è stata dimostrata anche la sua capacità di inibizione dell’effetto dell’enzima 5-alfa-reduttasi sui follicoli piliferi. Tuttavia, a differenza delle altre sostanze di cui abbiamo parlato, questa pianta non agisce a livello ormonale, ma modifica la matrice lipidica della membrana cellulare.