Trapianto FUE, Follicular Unit Extraction

Già negli anni ’50 del secolo scorso, il mondo medico riconobbe l’importanza e l’efficacia del trapianto di capelli come unica soluzione definitiva alla calvizie. Le operazioni del Dott. Orentreich possono rappresentare i primi passi verso la hair restoration che conosciamo oggi.

Con l’avvento della Follicular Unit Transplantation (FUT o Strip), nei primi anni ’90, fu possibile ottenere risultati assolutamente soddisfacenti dal punto di vista numerico ed estetico, ma è con l’introduzione del metodo di estrazione FUE (Follicular Unit Extraction) che si ebbe un vero salto di qualità. Il sogno di una chirurgia con esiti cicatriziale pressocché invisibili fu finalmente realizzato.

In questo articolo analizziamo le principali caratteristiche di questa tipologia di trapianto di capelli, concentrandoci sui metodi di esecuzione e sui vantaggi della chirurgia.

 

Cenni storici

Come già accennato, il trapianto di capelli moderno fu introdotto dal Dott. Orentreich. Con l’ausilio di punch di circa 4 mm introdusse il concetto di micrografting.

Negli anni ’90, con l’introduzione del metodo Strip, fu possibile migliorare considerevolmente la qualità delle unità follicolari estratte, e offrire un’alta copertura al paziente.

Il metodo Strip consiste nella rimozione di una losanga di pelle di lunghezza variabile dalla zona donatrice dello scalpo (la zona occipitale, dove gli ormoni androgeni non sono in grado di intaccare i follicoli piliferi in presenza di alopecia androgenetica). Le singole unità follicolari necessarie per il trapianto, che prendono il nome di graft, costituite da gruppi di capelli che variano da 1 a 5 elementi, sono poi selezionate e accuratamente ripulite, per poi essere inserite nei siti riceventi, realizzati nella zone glabre del cuoio capelluto.

Lo svantaggio di questo metodo consiste nella formazione di una cicatrice di forma allungata nella zona occipitale dello scalpo.

Naturalmente, le tecniche sono notevolmente evolute e, da diversi anni, mani esperte sono in grado di realizzare trapianti di capelli con metodo Strip ottenendo cicatrici così sottili da risultare del tutto invisibili poiché camuffate dai capelli circostanti. La sutura tricofitica rappresenta la tecnica ideale per ottenere tale risultato.

Grazie al contributo del Dott. Bernstein e del Dott. Rassman si poté assistere allo sviluppo della procedura FOX, meglio nota con il nome di Follicular Unit Extraction (FUE), o FUE (Follicular Unit Separation Extraction).

Inizialmente, lo svantaggio della tecnica era dato da una limitazione numerica importante. Era possibile estrarre un numero considerevolmente inferiore di graft rispetto a quelle ottenute con trapianto FUT.

La tecnica vive oggi costante sviluppo e i chirurghi più abili sono in grado di ottenere gli stessi risultati, sia dal punto di vista qualitativo, sia quantitativo, con il metodo Strip e il metodo FUE.

Oggigiorno l’operazione FUE può essere eseguita con punch manuali o motorizzati.

 

Come funziona il metodo FUE?

Le singole unità follicolari sono estratte direttamente dalla zona donatrice.

L’area di ancoraggio del muscolo piloerettore all’unità follicolare è separata dal derma circostante, in modo che sia possibile estrarre senza fatica il segmento inferiore dalla cute.

Per eseguire tale manovra, è sufficiente opportuno di punch estremamente piccoli, definiti micropunch, della dimensione di 0,6-0,8 mm.

 

L’importanza di una mano esperta

Il chirurgo cui ci si rivolge per l’esecuzione di un trapianto con metodo di estrazione FUE deve essere accuratamente formato e pronto per eseguire un trapianto “alla cieca”.

È infatti impossibile identificare il bulge del capello dall’esterno e si corre costantemente il rischio di transection.

Si parla di transection rate per indicare la percentuale di unità follicolari potenzialmente utilizzabili ma danneggiate da una scorretta estrazione da parte del chirurgo.

Naturalmente una mano esperta e un occhio attento rappresentano caratteristiche imprescindibili per ridurre al minimo tale percentuale.

 

Il trapianto FUE lascia delle cicatrici visibili?

Il trapianto FUE causa la formazione di esiti cicatriziali di forma circolare di piccole dimensioni in tutta l’area donatrice. Se le estrazioni sono eseguite correttamente, rispettando la densità della zona, una volta concluso il trapianto, le cicatrici non saranno in alcun modo visibili a occhio nudo poiché saranno perfettamente camuffate dai capelli.

Tale caratteristica rappresenta una delle ragioni principali per cui la tecnica FUE è sempre più richiesta da coloro che decidono di rivolgersi a una clinica specializzata in trapianti di capelli. È comunque essenziale che il trapianto sia eseguito da un’equipe esperta nel rispetto delle unità follicolari, del cuoio capelluto e della salute del paziente.

Teniamo a precisare che non esiste il trapianto di capelli che non lascia cicatrici, per approfondimenti vi invito a leggere un articolo scritto da Joe Tillmann e tradotto da BOLA intitolato “il mito del trapianto senza cicatrici”. Leggendo questa pagina potrete capire come non esista tecnica chirurgica che non lasci tessuto cicatriziale dopo l’estrazione.

 

Per riassumere, chi è il candidato ideale per un trapianto FUE?
  1. Chi porta i capelli molto corti che non potrebbero camuffare una cicatrice Strip.
  2. Pazienti con una lassità inadeguata per l’estrazione di una losanga di pelle.
  3. Pazienti che presentano cicatrici di precedenti operazioni Strip che impediscono l’estrazione di un’ulteriore Strip.
  4. Pazienti con una pelle caratterizzata da processi cicatriziali lenti e che portano alla formazione di cicatrici esuberanti.
  5. Atleti che desiderano tornare alla propria attività sportiva nel breve periodo.
  6. Pazienti con un’area donatrice dello scalpo limitata in cui si decide di procedere con un BHT (Body Hair Transplant), attingendo da altre zone del corpo, quali barba, petto, braccia, ecc.
  7. Pazienti che desiderino coprire una precedente cicatrice Strip (FUE on Strip).

 

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