Termini medicali utilizzati nella chirurgia della calvizie

Tricologia: tricologìa s. f. [comp. di trico- e -logia]. – Scienza che studia i fenomeni della fisiologia e della patologia del capello.

Trichiatria: Scienza che ha come obiettivo la cura delle malattie del capello, del pelo e del cuoio capelluto.

Alopecia: alopecìa (alla lat. alopècia) s. f. [dal lat. tardo alopecĭa, gr. ἀλωπεκία, der. di ἀλώπηξ «volpe», per indicare la perdita del pelo a chiazze tipico della volpe]. – Mancanza di capelli, o di altri peli del corpo, conseguente a malattie varie o provocata da cause fisiche, che può essere circoscritta o diffusa e accompagnarsi o no ad atrofia e distruzione del follicolo pilifero.

Calvizie: calvizie [dal lat. calvities, der. di calvus «calvo»] – Assenza irreversibile di peli.

Defluvio: dal latino defluvium – Caduta anormale di capelli per quantità e qualità.

Effluvio: dal latino effluvium – Caduta di capelli numericamente molto elevata e qualitativamente omogenea.

Innesto: L’atto chirurgico con cui è effettuata la trasposizione di un lembo di tessuto o di un organo, ma che, a differenza del trapianto, non comporta la necessità di creare anastomosi vascolari.

Dermatite: s. f. [der. di dermato-, col suff. –ite]. – In medicina, denominazione generica di processi infiammatori della cute, sinon. quindi di dermite. In partic.: desfoliativa, grave malattia cutanea del neonato, caratterizzata da un eritema che, iniziatosi intorno alla bocca e alla fronte, si estende a tutto il corpo, per trasformarsi in vesciche che si rompono e lasciano scoperte vaste zone del derma; dda contatto, infiammazione di natura allergica causata dal contatto con sostanze di varia natura (animali, vegetali, inorganiche).

Dermatosi: s. f. [der. di dermato-, col suff. –osi]. – Nome generico di malattia della pelle.

Psoriasi: psorìaṡi s. f. [dal gr. ψωρίασις «scabbia», der. di ψώρα, che ha lo stesso sign.]. – Malattia cutanea, provocata da varie cause ambientali agenti su un terreno geneticamente predisposto e caratterizzata da chiazze ben circoscritte, a fondo arrossato e ricoperte da squame biancastre, aderenti, pluristratificate, asportando le quali si provoca facilmente un fugace stillicidio emorragico; può colpire qualsiasi regione del corpo, ma preferisce le superfici ventrale degli arti inferiori e dorsale di quelli superiori, le regioni posteriori del tronco e il cuoio capelluto.

Seborrea: seborrèa s. f. [comp. di sebo e -rea]. – In medicina, aumento patologico della secrezione sebacea: s. grassa, nella quale la cute si presenta abnormemente grassa e untuosa e va facilmente soggetta a stati infiammatori, quali l’acne e l’eczema seborroico; s. oleosa, in cui la secrezione sebacea è ancora più abbondante e soprattutto più fluida, paragonabile all’olio; s. secca, in cui si nota una aumentata formazione di cellule cornee, con formazione di squame, che rappresentano l’alterazione più appariscente.

Ipotrichia: Carenza di capelli o peli.

Frontale: La regione anatomica corrispondente all’osso frontale, compresa tra le sopracciglia e la radice dei capelli.

Parietale: Porzione ossea che occupa la parte mediana e superiore di ciascun emisfero cerebrale, compresa fra il lobo frontale in avanti, il lobo occipitale indietro e quello temporale in basso.

Occipitale:  agg. [der. di occipite]. – Nell’anatomia dei vertebrati, relativo all’occipite, che è posto nella zona dell’occipite: muscolo o.; nervo o.; osso o. (o assol. occipitale s. m.), la zona che, assente negli agnati, occupa la parte posteriore del neurocranio, composta da più pezzi ossei nei vertebrati inferiori, da un pezzo unico negli uccelli e nei mammiferi (incluso l’uomo), e attraversata dal foro o., il quale fa comunicare la cavità cranica con il canale vertebrale; condilo o., la prominenza articolare presente nella regione occipitale e destinata all’articolazione del cranio con la colonna vertebrale; protuberanza oesterna, la sporgenza ossea più saliente dell’osso occipitale (superficie esterna), che corrisponde a un punto craniometrico detto inionlobo o., il lobo della parte posteriore del cervello; arteria o., ramo collaterale della carotide esterna.

Mid Scalp: Nella terminologia utilizzata in chirurgia della calvizie, si intende l’area compresa tra frontale e vertice

Verticevertex s. m., lat. scient. [dal lat. class. vertex «vertice»]. – In antropometria, punto corrispondente al vertice della testa, quando l’individuo sta in piedi sull’attenti, fissando l’orizzonte con lo sguardo. Anche nella forma ital., vertice.

Micosi: micòṡi s. f. [der. di mico-, col suff. -osi]. – Denominazione generica di malattie infettive, talora di difficile diagnosi, che colpiscono l’uomo, gli animali o anche le piante, causate da particolari tipi di miceti.

Cheratina: s. f. [der. del gr. κέρας -ατος «corno1»]. – Composto organico, protide a struttura fibrosa particolarmente diffuso nelle parti di rivestimento e di protezione degli animali, quali l’epidermide, le unghie, i peli.

Epidermide: epidèrmide s. f. [dal lat. tardo epidermis -ĭdis, gr. ἐπιδερμίς -ίδος, comp. di ἐπί «sopra» e δέρμα «pelle»]. – In anatomia, la parte epiteliale e superficiale della pelle, che, nei mammiferi e nell’uomo in particolare, è costituita da varî strati cellulari e forma con il derma sottostante la cute o pelle.

Derma: dèrma s. m. [dal gr. δέρμα -ατος «pelle»] (pl. –i, raro). – In anatomia, lo strato profondo della pelle o cute dei vertebrati, costituito per la maggior parte da fasci di tessuto connettivo variamente intrecciati e fibre elastiche, ricco di vasi, nervi, fibre muscolari lisce, ecc.; ha spessore molto variabile nelle diverse classi, e presenta caratteristici rilievi o papille sporgenti verso l’epidermide, mentre nello strato più interno (tonaca del derma) si approfondano i follicoli piliferi e le ghiandole sudorifere e sebacee.

Ipoderma: In anatomia umana, tessuto adiposo sottocutaneo.

Follicolo: In anatomia, nome generico di formazioni cave, a sacco o a guaina, nettamente circoscritte, di grandezza microscopica o appena visibili:  fpilifero, introflessione della cute nella quale è impiantato il pelo;

Macrofago: s. m. In citologia, nome generico di elementi cellulari – del sangue e dei tessuti connettivi – mononucleati e di dimensioni relativamente grandi, capaci di fagocitare e digerire con meccanismo enzimatico cellule e detriti vari, è sinon. di istiocito.

Fagocitosi: fagocitòṡi s. f. [der. di fagocito, col suff. –osi]. – Processo biologico per cui determinati elementi unicellulari (protozoi, come le amebe; globuli bianchi polinucleati, ecc.), mediante emissione e retrazione di prolungamenti (pseudopodi), inglobano particelle solide per poi sottoporle all’azione digestiva o litica dei loro enzimi; mentre nei protozoi e nei metazoi inferiori (spugne, celenterati, turbellarî) il fenomeno rappresenta un meccanismo di nutrizione della cellula, nei metazoi superiori è una forma di difesa rivolta a eliminare ogni materiale inutile o nocivo, estraneo o derivante dall’organismo (emazie, leucociti morti, germi patogeni, ecc.). V. anche endocitosi.

Fattore di crescita: Proteina ad azione ormonale in grado di modificare la vita della cellula che l’ha prodotta (si parla di azione autocrina), delle cellule contigue (azione paracrina) o di cellule lontane nell’organismo (azione ormonale).

Ormone: Proteina o sostanza organica prodotta da cellule apposite. È riversata nel torrente circolatorio per agire su cellule anche lontane all’interno dell’organismo.

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